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30 Dezember Cronache27 dicembre
Ricordavo quest'aria di dicembre molto più fredda. Adesso è primavera, a confronto.
Il naso incollato alla zanzariera, guardo quello ke mi ha fatto da cornice per più di 20 anni: il palazzo di fronte è sempre lo stesso, idem per i ciliegi abbastanza deprimenti senza un fiore sopra, le montagne stanno sempre lì, ed un ennesimo cane abbandonato nel quartiere sta sotto la mia finestra e mi guarda con aria perplessa, col muso all'aria.
La vita ti scorre addosso, gli anni ti passano sotto il naso senza che tu possa accorgertene, ma quando torni alle origini quasi sempre tutto è rimasto al suo posto, il che può essere confortante così come anche alquanto apatico.
Gli anni ad ingegneria chimica mi hanno insegnato a guardare tutto come il risultato della fusione di qualcosa, e adesso mi ritrovo ad osservare i cumuli di immondizia in fondo alla strada (che con tutta probabilità stanno lì da 10 anni) e a pensare a quale fusione di menti geniali sono dovuti. E pensare che fino ad una settimana fa vedevo solo tulipani, altro che cassonetti.
Un piccione mi passa a mezzo metro dalla faccia, e mi risveglio dall' ultima delle mie frequenti trance: la tendenza contemplativa ti porta ad essere vista dagli altri come una persona un pò rincoglionita, e tutto sommato penso che alla fine sia un pò così. Solo i rincoglioniti perdono tempo a pensare.
Mi giro e mi trovo davanti la mia stanza: a dispetto delle funeste previsioni borbottatemi dietro da mia madre per un'intera adolescenza, quando mi sono trasferita non l'hanno cambiata in uno studio o chissà cosa, è rimasta identica.
La batteria elettronica è ancora qui. Incredibile a dirsi, ma il suo proprietario in tutti questi anni nn ha mai nemmeno sospettato che l'avessi io. Certo è molto diversa da quella che ho ora nel mio capanno, a diverse migliaia di chilometri da qui, a partire dal fatto che questa è ridicola e l'altra no. Non sono mai riuscita a diventare granchè, non ho mai suonato con nessuno, sempre sole io e lei, o meglio.. io, lei e le altre 2 precedenti. Nemmeno ho tempo di suonarla spesso, ma so che lei è lì e quando mi gira la vado a trovare.
Sul muro, la foto di me e Minou, il mio ex cane. L'"infame" morì poco prima che partissi. Mi sentii un verme per tutte le volte che avevo dimenticato di metterle l'acqua e lei aveva dovuto chiamarmi per mezz'ora prima di riuscire ad averla, per tutte le volte che non l'avevo portata fuori. Perchè, che diamine, un cane ha diritto alla sua passeggiata. A casa ho un colosso in grado di atterrare chiunque, un cocker l'ha preceduto, ma nessuno può equiparare il primo cane. Nessuna palla di pelo è come era lei.
Poi lui. La nostra foto sulla mensola, al fianco del "Signore degli anelli". E' da tanto che non vengo qui, penso, è logico che la foto ci sia ancora. Un flash dell'università. Conoscemmo nuove persone, cambiammo vita. Ma resistemmo, insieme. Un flash del trasloco, della distesa di tulipani dalle porte finestre, degli scatoloni nella casa vuota. Lui non voleva che andassimo lì. Non gli piaceva l'Olanda. Aveva una fissa per la Svezia, dove difatti ora è, in mezzo "all'ordine e la precisione". E sotto un cielo perennemente grigio. Chissà che sta facendo. Per parte mia, ho sempre pensato che in fondo quella lite non fosse così grave... In realtà è tutta una questione di orgoglio, mio quanto suo. Chissà se le cose si risolverebbero andando semplicemente da un'altra parte. Magari la Danimarca. Una via di mezzo.
Pinzata con una di quelle ridicole mollette a calamita, sul letto, la foto di me e mio padre scattata poco più di 20 anni fa. Da piccola ero proprio ridicola. I capelli però sono gli stessi. Penso a quante volte abbiamo litigato selvaggiamente. A quante volte gli ho tirato maledizioni perchè lui e mia madre folleggiavano urlandomi contro le loro assurdità, a quante volte mi sembravano matti. E in parte lo erano. Specie mia madre. Ma in fondo è mio padre, e con lui in un modo o nell'altro ho sempre parlato. E domani si opera. Non lo sa nessuno che non sia della famiglia.
Vado a trovare mia nonna: sono passati 10 anni, ma è sempre la stessa anche lei: i capelli finalmente bianchi dopo anni di tintura, senza occhiali perchè ci vede meglio di me, non sente assolutamente niente a parte le cose che non vogliamo che lei senta. Da lontano non mi riconosce: parlo con accento diverso, ho i capelli lunghi di parecchio sotto le spalle e porto i pantaloni dopo secoli passati con le gonne addosso, la mia carnagione vagamente olivastra è un pò più bianca dopo anni fuori dall' Italia. Una volta vicina, un altro pò salta su dalla sedia a rotelle per la contentezza: non ha mai voluto fare l'intervento alle ginocchia, per la testaccia dura che ha, ma lo spiritaccio è rimasto intatto.
I miei cugini non li vedo tutti: Viviana e Gaia le ho incontrate ieri per strada che giravano coi fidanzati, e non sono sicura che gli zii ne sappiano niente, Gigi e Fabio sono chissà dove per il mondo a professare la passione per il rock&roll, e fanno bene, Vincenzo e Cristiano non li vedo da quando si trasferirono ad Asti. Stamattina sono andata a trovare Francesco, che in fondo è un pò un fratello, per me: l'unico col quale ero in contatto dall'Olanda. Adesso vive con Paoletto che oramai tanto -etto non è più, e mi è sembrato felice: mi ha presentato la sua ragazza e gli ho dato una dritta per il regalo di compleanno, giusto per un tuffo nel passato.
30 dicembre
L'intervento è andato più che bene. Certo la sanità in Italia è alquanto diversa dall'estero, avevo dimenticato il caos di queste parti. Ma mio padre, che diavolo, è un medico in pensione. Un occhio di riguardo non farebbe male. Rimarrò io per la notte.
E' la prima volta che sto da sola con lui da anni, da quando mi venne a trovare a casa mia. Rimase ore a parlare di Don Chisciotte e dei mulini a vento, guardando quello che si vedeva all'orizzonte dalla finestra degli ospiti. Sempre un sognatore, mio padre. E adesso dorme. Arriva sempre un momento in cui sono i figli a prendersi cura dei genitori.
31 dicembre
Rimarrò qui fino al 2, poi ripartirò. E' il primo capodanno che passo di nuovo qui, non ero mai voluta tornare. Forse perchè avevo paura di disabituarmi e di sentire nostalgia, o forse perchè ho semplicemente paura di questo posto. Una volta che hai visto fuori com'è, pizza e mandolino perdono stranamente di fascino.
Ecco i fuochi d'artificio. O meglio, la sparatoria abituale.
Benvenuto 2019
2 mattina
Torno ora dal salutare gli zii. Chissà quando tornerò di nuovo. Sto facendo retromarcia, ma nella fretta finisco addosso ad un' altra macchina, e il tizio al volante comincia a sbraitare contro l'inettitudine delle donne al volante. Che strano. Ma no, che penso. Scendo dall'auto per valutare i danni. Un attimo di sbigottimento. O forse due. La Svezia oggi ha un abitante in meno, che in questo momento mi sta guardando in maniera altrettanto sbigottita.
2 pomeriggio
Sono sull'aereo per Amsterdam. Torno in Olanda per qualche tempo, per sistemare gli affari. L'idea della Danimarca non era poi così bislacca, alla fine.
"In medio stat virtus" 26 Dezember mmmhFaccia n°1
Amore e Serenità
Domanda:
Cos'è il Natale per te?
Risposta:
Il Natale è sentire la gioia nell'aria, vedere le vetrine e le strade scintillare, sentire profumo di dolci tipici uscire da case e negozi, Natale è vivere una tradizione con tutta la famiglia, è ascoltare i bambini che leggono la loro letterina augurando a tutti pace e serenità promettendo di fare i bravi, è passare un giorno speciale diverso dagli altri, scambiarsi pensierini per dirsi "ti ho pensato".
Natale è addobbare le propria casa in allegria insieme a tutta la famiglia, è aspettare che BabboNatale visiti la propria casa sperando che porti proprio quello che gli è stato richiesto, è sperare che mangi i biscotti e beva il latte.
Natale è andare in chiesa per condividere la gioia per la nascita di Cristo, Natale è Jingle Bells, è Così Celeste di Zucchero nella pubblicità dei canuccini, Natale è il Pandoro Bauli, Natale è tutti quei bei film come "Mamma ho perso l'aereo" e simili con la neve e tutto.
Natale è un camino, un albero di natale, un golf di lana, una tazza di cioccolata calda e un pupazzo di neve fuori la porta.
Faccia n°2
Amore e Serenità 2
Domanda:
Cos'è il Natale per te?
Risposta:
Il Natale è sentire il freddo nell'aria, vedere le vetrine e le strade brillare grazie allo spreco di energia per orrende decorazioni, sentire il profumo di dolci tipici (disgustosamente dolci) che uccideranno la tua dieta uscire da case e negozi, Natale è vivere un supplizio obbligato seduti a tavola ad ingozzarsi con la famiglia (che nel frattempo sparla di sè intestinamente), è stare a sentire i bambini che leggono le cavolate dettate dalle maestre e l'eterno "vi auguro tanta pace e serenità (che non sanno nemmeno cazzo significa) e vi prometto di essere più buono (mentre prende a calci il cane sotto il tavolo)", è passare un giorno che ogni anno ti aspetti sia speciale ma diventa sempre più banale, è dare dei regali (per i quali spendi un cofano di soldi) per lo più non ricambiati.
Natale è rimanere fino al 25 mattina senza l'albero perchè non si è avuto il tempo per farlo ma nessun altro se ne frega, è rimpiangere il tempo in cui si credeva a Babbo Natale che tuttavia puntualmente portava il regalo sbagliato, è ricordarsi che dimenticava sempre i biscotti e faceva cadere il bicchiere del latte.
Natale è chiedersi perchè cazzo si festeggia se non si va nemmeno in chiesa visto che non si è sicuri di nulla, Natale è sorbirsi Jingle Bells preparata dalle scuole elementari o meglio dalle figlie delle maestre delle scuole elementari, è Così Celeste di Zucchero che col Natale non ci azzecca niente proprio come i cantuccini, Natale è il Pandoro Bauli che ogni anno nonostante piaccia a te non si apre perchè agli altri piace il panettone che a te fa schifo, Natale è tutti quei film come "Mamma ho perso l'aereo" e simili con la neve e tutto che fanno sempre pensare e sperare che il Natale sia chissà cosa e alla fine ci si rimane di merda.
Natale è un televisore, un albero fatto a metà, una maglia di cotone invernale, una tazza di disgustoso the diuretico e una stella di natale al neon sul palazzo di fronte.
Ovviamente nemmeno l'ombra di neve.
13 Dezember bacheche.. a me!FINORA NON HO FATTO ALTRO
CHE GUARDARMI ATTORNO
E DISGUSTARMI.
CHE SI DISGUSTINO
GLI ALTRI,
ADESSO.
CHE SI DISGUSTINO.
DI SE' STESSI.
indossiamo testimonianze di morte.
spendiamo centinaia di euro per animali di razza, snobbando cani e gatti abbandonati a se' stessi in strada a soffrire.
ignoriamo l'esistenza di canili lager (ci sono anche da noi, quello di bosco tre case rende l'idea) nei quali i cani muoiono di fame, sete e malattie, in gabbie indecenti.
siete proprio sicuri
di sapere
chi siano gli animali
fra noi e loro?
05 Dezember ...It spreads through my veins... ...it overwhelms my mind... ..it struggles on my eyesground..
... The desire to feel me A L I V E |
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